Ginevra, quasibasenji

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adminL
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Ginevra, quasibasenji

Messaggio da adminL » sab apr 03, 2021 12:58 pm

oggi ho ricevuto una lunga mail, per me bellissima e ricca di sentimento...
ho voluto condividerla con voi... perchè è bello condividere del sentimento, nonostante tutto.


Gentile Luisa,

mi chiamo Laura e Le scrivo dalla provincia di Bergamo.

Da qualche settimana ho letto con voracità tutto quanto potessi trovare in rete in merito alla razza basenji, e va da sé aver trovato il Vostro sito internet ed il Suo libro "Archivio Basenji", che sto leggendo con grande piacere proprio in questi giorni.

Prima di arrivare al punto Le vorrei raccontare qualcosa su di noi... mi scuso già da ora se non riuscirò ad essere stringata…

La famiglia è composta da me (38 anni), il mio compagno (42 anni), ed una cagnolina meticcia di quasi 9 anni di nome Ginevra. Ginevra non è stata il mio primo cane, ma è stata la prima gestione del tutto autonoma. E’ stato l’imprevisto più bello che ci potesse capitare, visto che l’ho trovata per strada abbandonata all’età di circa due mesi, e dal primo istante è stato amore a prima vista.

Il suo spiccato carattere, emerso in fase adolescenziale, ci ha spinto a farci aiutare da un professionista, e ci ha aperto le porte di un mondo che non abbiamo più abbandonato. Prima abbiamo fatto delle lezioni di educazione di base, poi abbiamo iniziato un percorso di socializzazione (dai dieci mesi in avanti), poi lezioni amatoriali di agility, per puro divertimento senza partecipare a nessuna competizione, e infine mi sono decisa a frequentare un corso da educatore cinofilo, aiutando al centro poi per qualche anno, ormai innamorata di quello che stavamo imparando, senza l’ambizione di farlo per professione, ma con il solo obiettivo di garantire a Ginny e tutti i cani che avremmo avuto in futuro il meglio che potessimo offrirgli. Perché, ammettiamolo, qualche guaio nei primi mesi lo abbiamo fatto, del tutto “ignoranti” del concetto di socializzazione intraspecifica ed interspecifica, errori recuperati piuttosto bene negli anni successivi solo grazie a Ginny ed alla sua voglia di imparare.

Ginny (la chiamiamocosì da sempre, è Ginevra giusto all'anagrafe!) è una cagnolina con una spiccata motivazione al cibo, discreta motivazione alle coccole (che è stata una fatica accettare visto che la stritoleremmo di baci dalla mattina alla sera) e direi bassa motivazione al gioco… se questo non coinvolge cibo! Ci siamo infatti da anni approcciati all’attivazione mentale, che adora, malgrado la titubanza iniziale.

Da quando è con noi ci siamo anche scoperti follemente innamorati della campagna e delle passeggiate in mezzo al verde (che abbiamo tutto attorno per fortuna, abitando in provincia), stile di vita che non avremmo abbandonato per nulla al mondo, se non avessimo scoperto all'età di sei anni e mezzo una cardiopatia (insufficienza mitralica, per la precisione) che mai ci saremmo aspettati in una cagnolina vivace e attiva come lei. Proprio mentre eravamo impegnati in una camminata nel bosco mi sono accorta di una richiesta di aiuto insolita, essendo lei estremamente indipendente. Qualche colpo di tosse sporadico ci ha fatto decidere di chiedere un consulto al veterinario, e da lì, è iniziata la fase della nostra vita più difficile, che dura tutt'ora.

Inutile dire che non l'abbiamo presa bene e non siamo riusciti a farcene una ragione fino a quando qualche settimana fa, all'ennesima crisi respiratoria più grave delle precedenti, abbiamo rischiato concretamente di perderla. In quel momento siamo riusciti a capire che emotivamente stavamo sbagliando tutto… invece di essere arrabbiati col mondo e di viverla come “ogni giorno un giorno in meno”, nell’ipotetica lunga vita che avremmo voluto condividere con lei, avremmo dovuto viverla come “ogni giorno un giorno in più”… ora ci stiamo provando a vederla sotto questo punto di vista, con tutte le nostre forze…

Finalmente arrivo al punto.

La razza Basenji non ci era sconosciuta, ne avevamo già sentito parlare alle primissime lezioni di educazione di base dall'educatore che ci ha seguito, non solo perché Ginny nell’aspetto li ricorda molto, ma perché pare li ricordi molto anche nel carattere, curioso, molto indipendente e un po’ testardo. Solo ora però mi sono decisa ad informarmi e saperne di più.

Finché Ginny riuscirà a stare con noi, vogliamo dedicarci in tutto e per tutto a lei, come pensiamo sia giusto che sia. Ma in futuro, che si tratti di settimane, mesi o anni, sicuramente vorremmo riempire l’enorme vuoto che lascerà nella nostra famiglia con un altro compagno di vita a quattro zampe. E benché non avessimo mai pensato ad un cane di razza, l'enorme paura che si verifichi nuovamente una malattia in età giovanile come è successo con lei, ci ha fatto considerare la possibilità di un'adozione di un cane di razza, che ci permetta di conoscerne la genealogia e quindi sperare in una vita lunga, sana e serena insieme. Forse è una motivazione un po' egoista e codarda, ma questa malattia ci ha segnato in profondità, e solo il tempo riuscirà a farci riprendere da questo brutto colpo... Inoltre, non vorrei sembrare insensibile a pensarci già, ma penso che una decisione di questo tipo vada ben valutata, ponderata, e programmata.

Abbiamo pensato al Basenji, non nella speranza di una replica di Ginevra, ma per l’aver apprezzato in lei caratteristiche comuni a questi cani, così indipendenti, fedeli, intelligenti e un po’ ribelli. O forse sì, un pochino anche per avere un ricordo quotidiano di quanto straordinaria è, rivedendo nel nostro nuovo compagno di vita atteggiamenti che la ricordano e che tanto abbiamo amato.

Ho scritto tutto questo perché vorrei un parere da parte di chi, questa la razza, non solo la conosce bene, ma la ama al punto da avervi dedicato la vita. Vorrei capire se potremmo essere le persone giuste per un cane di questa razza e se riusciremmo a rendere il nostro nuovo amico felice con il nostro stile di vita.

Abbiamo un appartamento in un contesto con poche abitazioni, con un giardinetto di fronte a casa, e uno sul retro. Abitiamo in un paesino con campagna e bosco nello stesso comune (in questo periodo di zona rossa o arancione, una manna), lago e montagne a pochi chilometri. Non ci manca niente, dal punto di vista dello svago e dei posti incantevoli di cui godere. Lavoriamo entrambi (impiegati), ma io ho la grande fortuna di poter tornare a casa in pausa pranzo e di potermi godere una bella pausa, grazie anche al mio capo che non storce troppo il naso se non rientro proprio puntualissima. Anche ora è mia abitudine uscire con Ginny e permetterle di passeggiare e godersi un po' di tempo con me, prima del mio ritorno in ufficio. Tuttavia con l'arrivo del cucciolo mia intenzione sarebbe uscire anche la mattina, fare un po' di attività ludica a casa, così che possa scaricare le energie prima che io vada in ufficio, mantenere l'uscita in pausa pranzo, e poi, dopo il lavoro pomeridiano, trascorrere il resto della giornata insieme. Ora con Ginny ho dovuto frenare un po' il ritmo perché fisicamente non si deve stancare troppo.

Altra cosa su cui chiederei volentieri consiglio, è il sesso del cucciolo. Sono da sempre orientata sulle femmine, perché sono più scaltre e acute. Ho avuto due femmine in vita mia: Sissy (meticcina tipo da caccia) di una dolcezza disarmante, e poi Ginny. E ho avuto un maschietto, che è rimasto con la mia famiglia, ombra di mio nonno (che se lo gode ancora a ben 87 anni! Il cane, invece, ne ha 13!) e che caratterialmente è un tontolone patentato, dolce e coccolone. Nei miei progetti futuri, sapendo quando il Basenji soffra la solitudine, ci sarebbe la voglia di prendere un secondo cane, quando il primo avrà almeno due anni, in modo da poter terminare prima l'educazione con il primo cucciolo e potersi poi dedicare appieno al secondo.

Avrei anche un'altra domanda da porle, ho paura di essere inopportuna, essendo lei allevatrice di questa razza... ma mi permetto di farla, scusandomi se in qualche modo risulterò maleducata, non è mia intenzione esserlo...

Ho dato un'occhiata agli allevamenti qui al nord, non perché non sarei disposta a spostarmi di più per adottare il nostro Basenji, ma perché avrei un'altra ambizione... Mi piacerebbe poter mantenere i contatti con mamma e fratelli, sicuramente nei primi mesi, secondo me così importanti per la formazione del carattere del cucciolo, ma se fosse possibile anche dopo! Ho individuato un allevamento amatoriale a Brescia (Allevamento Le Orme della Fenice) che mi ha incuriosito in quanto i proprietari sono professionisti cinofili e, da quanto leggo, entusiasti della razza. Ho anche parlato per telefono, una breve chiacchierata conoscitiva, alla quale vorrei seguisse un incontro quando potremo spostarci liberamente, per conoscerli di persona e vedere i loro cani. Vorrei sapere se magari ha avuto l'opportunità di conoscerli e se sa qualcosa dei loro cani. Chiederò sicuramente a tempo debito informazioni sui test per le malattie ereditarie, cosa che mi preoccupa particolarmente. Quello che mi è piaciuto di loro è che i cuccioli vengono allevati in famiglia e, abitando in campagna, a contatto con altri animali (gatti, cavalli, cani di altre razze, e mi sembra anche un paio di caprette!), questo mi fa sperare in cuccioli ben socializzati, sia all'uomo sia all'ambiente e ad altri animali. Inoltre sarebbero disposti a tenere il cucciolo fino ai 70/75 giorni, in modo da non separarlo troppo presto dalla mamma (altra mia idea, non so se condivisibile o meno).

Le mie intenzioni future sono serie, cercherò di evitare il più possibile gli errori che ho compiuto in passato, anche se probabilmente, da essere umano, ne compirò di nuovi. Ma con la mente più aperta rispetto a nove anni fa, cercheremo di trovare una soluzione.

Spero di non averla "stordita di parole", non volevo essere così prolissa, ma sentivo la necessità di confrontarmi con qualcuno, e non ho potuto che pensare a lei...

Se è arrivata fino qui, La ringrazio per l'enorme sforzo! E se troverà il tempo di rispondere a queste elucubrazioni, gliene ne sarò estremamente grata.

Cordialmente,

Laura Grena
Luisa e i 4 delle Caserosse: Margot, Nirvana, Pollon, Django

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Re: Ginevra, quasibasenji

Messaggio da adminL » sab apr 03, 2021 1:02 pm

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Ginevra
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Re: Ginevra, quasibasenji

Messaggio da adminL » sab apr 03, 2021 1:21 pm

Ho risposto in privato alla mail, ma posso condividere una mia considerazione maturata in anni di prove ed esperienza.
Ritengo che il momento giusto per dare il cucciolo basenji, sia poco giorni dopo i due mesi, non troppo oltre. Questa è una razza che creasce molto velocemente e ha bisogno di stimoli molto rpima di altre razze. questo non vuole dire che è adultà prima ma che essendo molto intelligente ha bisogno di un percorso più lungo e più articolato rispetto ad altre.
Luisa e i 4 delle Caserosse: Margot, Nirvana, Pollon, Django

AnnadiPissy
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Re: Ginevra, quasibasenji

Messaggio da AnnadiPissy » sab apr 03, 2021 2:44 pm

Cara Laura,
temo che il passaggio quasi-basenji — basenji sia obbligato.
Nel 1992 avevamo un barboncino 17-enne che ci avrebbe dato un grande dolore lasciandoci, dopo 14 anni di vita assieme. Mia madre, per lenire il dolore che avremmo provato, dando retta ad un impulso irresistibile, prese un cucciolino su un camioncino ad una festa patronale. Diceva di aver messo la mano nella gabbia e di aver visto il cuccioletto arrampicarsi sul braccio. Dopo questo non avrebbe potuto lasciarlo lí. Fu così che ci trovammo un quasi-basenji a fare compagnia ad il nostro vecchietto che sarebbe vissuto per più di un anno. Pissy, così si chiamava il quasi-basenji è stato con noi per 16 anni, anni in cui ha dato prova di tirannia, stronzaggine, maltrattamenti alla famiglia.... però gli volevamo un bene immenso e lo lasciavamo fare per i gravi traumi che aveva subito, come l’ abbandono da parte del padre verso il quale nutriva un affetto esclusivo. Pissy era intelligentissimo e dotato di un pessimo carattere ; ci ha spezzato il cuore quando se ne è andato.
Visto che il dolore era troppo forte, dovetti prendere un cucciolo di basenji ed entrò nella mia vita Zefiro, il mio primo figlio. Zefiro, a differenza di Pissy era un cane dolcissimo, pacato in casa anche se alla maniera dei basenji: quando si metteva una cosa in testa era difficile dal farlo desistere. Gli unici problemi che dava erano dati dal fatto di non andare d’accordo con i cani maschi, e questo, per me che ero decisa a concedergli ampi spazi in libertà , lo rendeva un cane molto impegnativo in passeggiata :non potevo mai abbassare la guardia e dovevo essere sempre vigile. Per il resto è stato un compagno di vita impegnativo: molte rinunce fatte per lui ma compensate da tante altre cose tipo l’ essere stato il miglior antidepressivo.
Putrtoppo una malattia me lo ha strappato a novembre del 2019. Ancora ho gli incubi di quel drammatico periodo. Se avessi preso subito un altro cane , probabilmente adesso ne sarei assorbita completamente ed ho una serie di progetti da realizzare accantonati per Zefiro ed in seguito sospesi per la pandemia.
Per quel che riguarda il tuo caso, credo che la presenza di un fratellino non possa che allungare la vita a Ginny.
Il basenji ha fama di essere un cane difficile. Io, dopo aver vissuto con Pissy, ho trovato Zefiro piacevolmente dolce, una perla di cane a casa, un testardone richiedente ed impegnativo fuori. Ma sono cose che possono essere ben gestite.
Un grosso in bocca al lupo.

Laura
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Re: Ginevra, quasibasenji

Messaggio da Laura » lun apr 05, 2021 10:04 pm

Grazie mille per la risposta, in ognuno dei vostri racconti (mi riferisco anche al libro Archivio Basenji che ho ormai terminato) colgo davvero un affetto profondo e sincero per i cani che vi hanno accompagnato per un pezzo delle vostre vite.
Al momento sono ancora in fase riflessione, sto cercando di capire se riusciremmo ad essere dei buoni compagni di vita per un cucciolo di questa razza così unica ed affascinante, e se riusciremmo a renderlo felice e a rispettare le sue inclinazioni.
Non voglio prendere un cucciolo in questo momento così delicato perché temo finiremmo per togliere attenzioni a Ginny, e rubare tempo prezioso anche al cucciolo, in entrambi i casi nel momento di maggior bisogno.
Aspetteremo. Spero molto, perché in questo caso significa che Ginny starà con noi un altro po'. I pronostici medici non sono favorevoli ormai da mesi, ma lei è una tosta...
Nel frattempo leggo con piacere i vostri aneddoti e le vostre testimonianze, grazie per la condivisione!

AnnadiPissy
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Re: Ginevra, quasibasenji

Messaggio da AnnadiPissy » mar apr 06, 2021 7:15 am

Un cucciolino adesso allungherebbe la vita a Ginny.

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Re: Ginevra, quasibasenji

Messaggio da adminL » mar apr 06, 2021 12:45 pm

non sono d'accordo con anna di Pissy.

Per la mia esperienza i problemi che potrebbero nascere con l'inserimento di un cucciolo in una realtà di un cane anziano o malato potrebbero essere molteplici... Il piccolo troppo agitato per l'altro esemplare .. entrambi bisognosi di attenzioni ma in modo diverso... Il piccolo vicino a uno troppo calmo che lo blocca... Potrebbe crescere non equilibrato...
e... MAI due Basenji cuccioli insieme... Ineducabili... Come prendere un cucciolo basenji con un esemplare basenji di un anno... Il più grande regredisce ed è ancora peggio...
Luisa e i 4 delle Caserosse: Margot, Nirvana, Pollon, Django

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Re: Ginevra, quasibasenji

Messaggio da Laura » mar apr 06, 2021 10:21 pm

Nel nostro caso non sarebbe un buona idea perché Ginny non è molto tollerante ora che è malata, si innervosisce e si agita al punto da avere purtroppo delle brutte sincopi situazionali. Ho dovuto smettere di portarla a casa del nonno poiché il suo cane, bonaccione e fifone, ma un po' invadente, la faceva agitare e stare male. Per il suo benessere stiamo evitando qualsiasi tipo di agitazione, stiamo frequentando luoghi isolati ad orari in cui incontriamo meno cani e persone possibili. Non stiamo frequentando nessuno degli amici (nostri umani, e suoi canini) che frequentava volentieri quando era in forma, proprio per non stressarla e non agitarla. La pandemia in questo caso aiuta a non pensare troppo alle rinunce, che in ogni caso non ci sarebbero pesate, un giorno in più è oro e speriamo che tutto questo la aiuti a stare discretamente bene ancora per qualche tempo.

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