Basenji e Pedigree

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Basenji e Pedigree

Messaggio da adminL » mar nov 24, 2020 7:31 am

Eccovi il link a un articolo scritto sul suo blog da Eva Pianfetti. Leggete con attenzione perché è interessante per tutti.
https://basenjilife.wordpress.com/2020/ ... comment-58

Grazie a Eva!
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Re: Basenji e Pedigree

Messaggio da adminL » mar nov 24, 2020 7:38 am

Cos’è e quando è nato il pedigree? Come si fa ad averlo? Serve davvero a qualcosa?

Quando si parla di cani di razza e pedigree, la confusione, soprattutto fra i meno esperti, dilaga. C’è chi pensa sia un inutile pezzo di carta, chi un vezzo da snob dell’ultima ora o da radical chic impenitenti.

Prova a introdurre l’argomento su qualche gruppo social dedicato ai cani, anche di razza: 9 volte su 10 scatenerai un putiferio! Commenti rosso sangue inneggianti all’amore per il cane in quanto tale e denigranti coloro i quali acquistano cani di razza con tanto di pedigree:

– Il pedigree non serve a niente – ti diranno, – Il cane è amore puro.

Queste persone molto spesso non sanno cosa sia il pedigree e perché, a un certo punto, è stato introdotto. Ripetono quanto hanno sentito dire da altri e finiscono per convincersi che il pedigree – e, con esso, l’allevamento di cani di razza – sia “il male”.

In questo articolo, proverò a spiegarti cos’è il pedigree, quando è stato inventato, come lo si ottiene e a cosa serve.

Quando è nato il concetto di pedigree
I cani venivano allevati e selezionati molto prima che a qualcuno venisse l’idea di registrare la genealogia dei soggetti su un “pezzo di carta”. Gli accoppiamenti avvenivano su base empirica ed erano volti a perpetuare caratteristiche desiderabili che si voleva rafforzare o a ottenerne di nuove. Per fare un esempio, per ottenere cani da caccia più veloci, li si faceva accoppiare con cani di tipo levrieroide.

Per trovare le origini del pedigree, dobbiamo spostarci nell’Inghilterra del XVIII secolo. Non furono i cani, bensì i cavalli da corsa i primi che vennero dotati di un albero genealogico che permettesse agli allevatori di tenere traccia delle linee di sangue. I primi stud book nacquero verso la fine del XVIII secolo e l’inizio del XIX.

Se i cavalli furono i primi, gli allevatori di altre specie non tardarono a fare propria questa nuova modalità di selezione. Cani e gatti, ma anche bovini, galline, maiali e altri ancora: oggi sono molte le specie di animali, domestiche e non, le cui origini vengono registrate su libri genealogici.

Il pedigree è il certificato, cartaceo o digitale, sul quale sono riportati tutti i dati genealogici dell’animale e che certifica la registrazione del soggetto al libro genealogico.

Il libro delle origini italiano e la nascita dell’Enci
In Italia, un cane, per poter essere definito “di razza”, dev’essere iscritto al Registro delle Origini dell’Ente Nazionale Cinofilia Italiana. Solo i cani iscritti a tale albo sono dotati di un pedigree legalmente riconosciuto.

Cos’è L’Ente Nazionale Cinofilia Italiana o ENCI?
L’ENCI è un’organizzazione, riconosciuta dallo Stato Italiano, nata nel 1882 allo scopo di preservare e migliorare le razze canine nel nostro Paese.

Tra i soci fondatori sono annoverati il Principe Emilio Belgioioso d’Este e il Conte Carlo Borromeo.

Il primo soggetto iscritto al Libro delle Origini fu il Bracco Italiano Falco.

L’ENCI è riconosciuta dalla FCI, la Federazione Cinologica Internazionale, fondata nel 1911 da rappresentati di vari Paesi Europei.

Cos’è l’FCI?
La FCI è un’organizzazione cinologica mondiale che, ad oggi, conta 99 membri, uno per ogni Stato associato. L’ENCI è il membro FCI dell’Italia.

L’FCI riconosce 353 razze canine, ognuna appartenente a un Paese. Sono i Paesi proprietari della razza che ne stabiliscono lo standard, il quale verrà adottato da tutti i paesi membri dell’FCI quale metro di valutazione per giudicare i soggetti e allevare cani di qualità.

Qual è il Paese membro responsabile della razza Basenji?
Leggendo lo standard presente sul sito FCI, si scopre che il Basenji viene indicato come originario dell’Africa Centrale, ma lo Stato responsabile della definizione dello standard FCI risulta essere la Gran Bretagna, primo Paese che importò Basenji dall’Africa e diede il via all’allevamento selettivo della razza.

Il Basenji è diventato una delle razze riconosciute dalla Federazione Cinologica Internazionale il 26 Marzo del 1964, mentre l’ultimo aggiornamento dello standard risale all’anno 2000.

Cosa sono il ROI e l’RSR?
Il ROI – ex LOI – o Registro delle Origini Italiano – già Libro delle Origini – è il libro Enci nel quale vengono registrati tutti i cani di razza figli di soggetti già iscritti a tale registro. Il Pedigree è un estratto di questo registro, ovvero è il certificato che attesta la registrazione di un soggetto al Registro delle Origini Italiano.

Esiste un secondo registro, l’RSR, ossia il Registro Supplementare Riconosciuti, quello che in passato prendeva il nome di LIR. Questo non è aperto ed è accessibile solo per alcune razze, tra le quali figura il Basenji.

Mentre per iscrivere un soggetto al ROI è sufficiente che entrambi i genitori del cucciolo vi siano iscritti, l’iscrizione di un cane all’RSR deve seguire un percorso differente.

Innanzitutto, il cane per il quale viene richiesta l’iscrizione a questo registro, pur possedendo i tratti tipici della razza, non è figlio di due cani iscritti al ROI oppure ad altri registri riconosciuti dall’FCI.

Per fare un esempio, un cane di tipo Basenji importato dall’Africa, il quale presenti tutti i tratti ricercati e richiesti dallo standard, non sarà automaticamente iscritto al Libro delle Origini in quanto i suoi antenati non sono noti. Potrà però partecipare a un’esposizione Enci e, se il giudice lo riterrà idoneo, otterrà il Certificato di Iscrizione all’RSR, diventando capostipite della razza.

Se tale soggetto verrà fatto accoppiare con un Basenji iscritto al ROI, i cuccioli potranno essere registrati direttamente all’RSR. Questo avverrà per tre generazioni. Alla quarta generazione, si potrà chiedere l’iscrizione al Registro Italiano delle Origini.

Fino a pochi anni fa, per effettuare il passaggio dal Registro dei Riconosciuti a quello delle Origini bisognava iscrivere il soggetto a un’expo Enci e ottenere almeno un giudizio “Molto buono”. Oggi il passaggio avviene invece senza controlli qualitativi della stirpe del capostipite.

Cosa include il pedigree?
Come ti ho detto, il Pedigree è il certificato che attesta l’iscrizione del cane al ROI ed è una sorta di documento di identità.

Questo documento include:

la razza;
il gruppo di appartenenza;
il numero di registrazione Enci;
il nome del cane, comprensivo del nome dell’affisso – allevamento – riconosciuto Enci/Fci;
il sesso del soggetto;
la data di nascita;
il numero di microchip.
Il colore del mantello;
il nome degli antenati del cane, sia dal ramo materno che da quello paterno, e gli eventuali titoli da essi vinti;
il nome dell’allevatore;
il nome del proprietario;
Come si ottiene il pedigree?
Come avrai già capito, per ottenere il pedigree del tuo Basenji è necessario che l’allevatore o il privato che te lo ha venduto abbia provveduto a iscriverlo al registro Enci.

Iscrivere una cucciolata al ROI non è difficile, ma è necessario rispettare tempistiche piuttosto strette.

Entro 25 giorni dalla nascita della cucciolata, l’allevatore o il privato proprietario della madre dei cuccioli dovrà compilare il Modulo A e consegnarlo alla delegazione Enci di riferimento. Insieme al modulo, sarà necessario allegare anche copia del pedigree e del certificato di iscrizione all’anagrafe canina dei genitori.

Nel caso in cui il Modulo A venisse consegnato oltre i 25 giorni, si dovrebbe effettuare il controllo parentale, ossia il test del DNA su fattrice, stallone e cuccioli.

Entro 60 giorni dalla nascita dei cuccioli, un responsabile Enci potrà effettuare un controllo della cucciolata.

Entro 90 giorni dalla nascita dei cuccioli, l’allevatore o il privato proprietario della fattrice dovrà consegnare il Modulo B insieme a una copia del Certificato di Iscrizione all’Anagrafe Canina dei cuccioli e alle fustelle originali dei microchip.

Nel caso questo modulo venisse consegnato dopo i 90 giorni, verrebbero applicate maggiorazioni tariffarie e verrebbe richiesto il test del DNA.

Una volta che le pratiche saranno andate a buon fine e l’Enci avrà provveduto a registrarlo, sarà possibile ottenere il Pedigree cartaceo, il quale verrà spedito o all’allevatore oppure, nel caso in cui il proprietario del cucciolo fosse già stato indicato all’atto di presentazione dei moduli, alla Delegazione Enci. Nel secondo caso, sarà il proprietario stesso che dovrà recarsi presso gli uffici Enci per ritirare il Pedigree.

Sul sito Enci, è possibile consultare anche il Pedigree in formato digitale.

Quanto costa il Pedigree?
Il ritiro del Pedigree presso l’ufficio Enci di competenza territoriale costa circa 20/30€; questa cifra dovrà essere pagata dal nuovo proprietario, salvo diversi accordi con l’allevatore o il privato presso cui è stato acquistato il Basenji.

I costi sostenuti dall’allevatore o dal privato per registrare la cucciolata, laddove vengano rispettate le tempistiche, ammontano a 15,50€ per il Modulo A e a 21,50€ per ogni cucciolo registrato a nome dell’allevatore oppure a 19,50€ per ogni cucciolo registrato a nome del nuovo proprietario.

In caso di ritardo nella consegna dei moduli, le tariffe subiscono delle maggiorazioni.

Le tariffe sono consultabili sul sito Enci, da cui è possibile scaricare un pdf riportante tutti i costi. Per rintracciare il file sul sito Enci, digita la parola chiave “Tariffe istituzionali” nella casella di ricerca, dai invio e, una volta ottenuti i risultati, fai click sulla sezione “Documenti”.

Un Basenji senza pedigree è un vero Basenji?
Un cane di razza può essere definito tale solo se provvisto di Pedigree. Il Pedigree può essere:

dell’Enci
di una delle organizzazioni associate alla FCI;
di altre organizzazioni mondiali non associate alla FCI, ma comunque riconosciute, come l’American Kennel Club.
Il Decreto Legislativo n. 529 del 30/12/92 vieta di vendere cani definendoli “di razza” se questi sono sprovvisti di pedigree.

Cosa significa?

Significa che se una persona, che sia allevatore o privato, ti propone di acquistare un cane, da lui definito di razza Basenji, a una cifra più bassa del normale perché sprovvisto di pedigree, sta infrangendo la legge. Il cane che ti vuole vendere non è, secondo la legge italiana, un cane di razza, dunque la persona potrà anche vendertelo, ma come simil-razza o, in questo caso, simil-basenji.

Come ti ho mostrato sopra, il costo che l’allevatore o il privato sostiene per la registrazione del tuo cucciolo al ROI è davvero basso, quindi diffida da quegli individui che vogliono farti credere che il prezzo elevato dipenda esclusivamente dal rilascio o meno del pedigree.

Naturalmente, se decidi di prendere un soggetto africano semiselvatico, dunque un Basenji “originale” e non selezionato come razza, questo non avrà il pedigree pur possedendo, nel migliore dei casi, caratteristiche desiderabili per la razza.

In questo caso, come ti ho spiegato sopra, potrai provare a iscriverlo al Registro Supplementare Riconosciuti, facendolo giudicare in esposizione da un giudice competente. In caso di giudizio positivo, il cane diventerebbe capostipite.

Attenzione ai falsi Pedigree!
Ebbene sì! Nel magico mondo delle truffe, si trova anche questo!

Esistono pseudo associazioni che rilasciano certificati non riconosciuti da nessuna organizzazione cinofila ufficiale e, tanto meno, dallo Stato.

Gli unici certificati validi sono, ad oggi, quelli rilasciati dall’Enci, da Stati membri dell’FCI o da altri Kennel Club riconosciuti. Su questa pagina del sito Enci puoi trovare l’elenco completo.

Alcune di queste associazioni nascono con lo scopo dichiarato – vero o falso che sia – di voler abbattere il monopoli Enci in ambito cinofilo. Scopo legittimo, se perseguito con le giuste modalità, ma ricordati questo: se il tuo cane ha un pedigree non riconosciuto dalla cinofilia ufficiale, non potrà partecipare a esposizioni ufficiali, non potrà accoppiarsi con soggetti riconosciuti dalla cinofilia ufficiale e non verrà da questa riconosciuto come soggetto di razza.

https://basenjilife.wordpress.com/2020/ ... comment-58
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Re: Basenji e Pedigree

Messaggio da Naki » mar nov 24, 2020 9:48 am

I miei complimenti per un articolo chiaro e completo!!!
Mi permetto solo di precisare che Enci gestisce la tenuta dei Libri Genealogici(Roi e Rsr) per conto del Ministero competente(Politiche Agricole), mentre le varie sigle “farlocche” emettono documenti che hanno valore solo ed unicamente nel loro giro di “amici e parenti”.
Il pedigree ufficiale Enci è riconoscibile anche dal timbro “a secco” apposto.

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Re: Basenji e Pedigree

Messaggio da adminL » mer dic 02, 2020 10:30 am

Grazie!
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Re: Basenji e Pedigree

Messaggio da adminL » ven gen 15, 2021 9:45 am

https://www.enci.it/libro-genealogico/i ... o-pedigree

Link alle pagine del sito dell'Enci.

Conclude

Per la legislazione italiana la vendita di cani proposti come “di razza”, senza che questa qualità sia attestata dal pedigree, è vietata dal Decreto Legislativo n. 529 del 30 dicembre 1992.
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